Storia

Dal 1973 al 1989 l’IPSSER ha promosso una Scuola di Servizio Sociale per la preparazione degli Assistenti Sociali che per molti anni è rimasta l’unica nel territorio da Bologna a Rimini in attesa che l’Università ne assumesse l’iniziativa. Si possono riconoscere due periodi segnati da vicende diverse.

1973 – 1982 : il primo periodo

Nel 1973 l’IPSSER subentrò all’Onarmo nella gestione della Scuola di Servizio Sociale avendo tale Ente sospeso la sua attività. L’impresa non fu semplice in considerazione della ventata di crisi delle scuole di servizio sociale seguita alla contestazione del 68 che aveva messo in discussione il ruolo dell’assistente sociale. L’IPSSER ritenne che, pur con i necessari adeguamenti alle mutate condizioni storiche e sociali e all’avviato decentramento regionale, la scuola aveva una sua giustificazione nell’ambito del pluralismo sociale e istituzionale, e avrebbe dovuto fare riferimento alla persona e alla esigenza di partecipazione nel nuovo contesto regionale e alla riorganizzazione dei servizi su base territoriale. Il piano di studi che fu elaborato dal Comitato tecnico-scientifico della Scuola (formato dai Proff.ri Achille Ardigò, Augusto Balloni, Vincenzo Cesareo, Demos Gotti, Luigi Ferri, Fiorenzo Facchini, Ass. soc. Maria Marchi) rifletteva questa impostazione culturale. Vennero inseriti alcuni insegnamenti di base (come l’Antropologia), nuovi insegnamenti di materie professionali (come l’Amministrazione sociale e la Politica dei servizi) e corsi metodologici (come la Metodologia della ricerca). Nello stesso tempo venivano avviati nel III anno i tirocini ricerca come esperienza di osservazione partecipante, attenta alle diverse aree del servizio sociale, con l’intento di collegare in modo organico e globale il momento formativo con quello operativo sperimentale. Queste esperienza è durata per tutto il periodo della scuola e ha visto impegnati gli allievi dell’IPSSER in molte aree del servizio sociale, in diversi Enti e comprensori.

Nel generale sbandamento sull’identità dell’assistente sociale il lavoro di quegli anni rappresentò una esperienza di sicuro interesse che portò anche alla elaborazione di una ipotesi-progetto per la formazione di operatori sociali da parte di una commissione composta di docenti della Scuola. Il tentativo era quello di individuare il ruolo dell’assistente sociale in rapporto agli obiettivi dei Consorzi socio-sanitari (che si sarebbero trasformati nelle Unità Sanitarie Locali). Da questa ipotesi progetto prese poi avvio nel 1978 la proposta formativa contenuta nel volume “Marginalità e devianza” (Ed. Patron, Bologna, 1978) curato dal Prof. Costantino Cipolla, docente della Scuola. Secondo questa tesi si profila una figura di operatore che ha il compito di lavorare dentro e fuori l’istituzione, con funzione anche di coscienza critica dell’istituzione, impegnato sia nel prevenire la marginalità che nel recuperare e trattare la devianza.

La figura di operatore ipotizzata differiva non solo dal modello prevalente prima del 1968 (assistente sociale visto come funzionale al sistema) o immediatamente dopo (assistente sociale come agente di cambiamento), ma anche da quello di operatore unico polivalente, proposto da alcuni, che finiva per diventare necessariamente generico o carico di eccessivi compiti.

Ma gli spunti formativi e operativi contenuti in queste proposte non trovavano il necessario supporto giuridico per mancanza sia di un ordinamento quadro dell’assistenza sociale sia del riconoscimento giuridico del titolo professionale di assistente sociale.

I tempi per una reale svolta e una rifondazione del ruolo dell’assistente sociale non erano ancora maturi, il clima era ancora di grande incertezza. Si avvertiva la necessità di indicazioni precise da parte della Regione e degli Enti locali in ordine alla professione dell’assistente sociale e alla sua preparazione. Anche dall’Università non provenivano particolari segnali.

In questo clima di incertezza, si decise di sospendere le iscrizioni al I corso per il 1980-81 e in seguito anche per il 1981-82. Fu una pausa di riflessione o, se si vuole, un periodo di attesa che fece avvertire più forte l’esigenza di una sede formativa per assistenti sociali, anche perchè, nel frattempo, riprendevano i concorsi negli Enti pubblici e con il D.P.R.162/1982, relativo alle scuole universitarie dirette a fini speciali si crearono le premesse perché l’Università istituisse una propria scuola per assistenti sociali.

1982 – 2001 : il secondo periodo

Nel periodo 1982-89 l’IPSSER decise di riaprire i corsi, sia pure provvisoriamente, in attesa che l’Università istituisse la propria scuola per assistenti sociali. I rapporti con l’Università si concretavano con l’Istituto (in seguito Dipartimento) di Sociologia. Si stabilirono stretti rapporti con la Regione, anche in vista di un maggiore inserimento nelle UU.SS.LL. Nel 1982-83 si riaprirono le iscrizioni ai corsi dell’IPSSER. Nel 1983-84 si costituì un Comitato misto: Scuola/Dipartimento di Sociologia. Il nuovo piano di studi non si distaccava molto da quelli degli anni precedenti. Si aggiunsero altri insegnamenti, come Etica professionale, Antropologia sociale e Legislazione sociale. Venivano meglio definiti gli obiettivi e i contenuti dei tre anni con i riferimento all’evoluzione del Welfare State (I anno), ai rapporti con gli Enti (II anno), alla partecipazione e alla programmazione, come strumenti permanenti per la individuazione e la organizzazione dei servizi. Venivano confermati i tirocini di ricerca. L’Università manifestava l’intendimento di aprire una Scuola per assistenti sociali attraverso la richiesta di modifica di Statuto inoltrata dalla Facoltà di Scienze Politiche.

Il 15 gennaio 1987 uscì il D.P.R. n.14 che prevedeva Scuole universitarie per la preparazione degli assistenti sociali, pur dando la possibilità di portare a compimento i corsi già avviati, previo riconoscimento di idoneità da parte del Ministero della Pubblica Istruzione. L’Università di Bologna rinnovò la richiesta adeguandosi al nuovo ordinamento degli studi previsto dal D.P.R.

Nonostante le molteplici sollecitazioni da parte del Rettore Magnifico, del Dipartimento di Sociologia e dell’IPSSER, l’apertura della nuova Scuola universitaria diretta a fini speciali per assistenti sociali è avvenuta soltanto con l’anno accademico 1988/89.

L’IPSSER è stato lieto di rendere possibile il funzionamento della scuola mettendo a disposizione strutture e servizi tramite apposita convenzione. Il rapporto, con passaggio graduale dei corsi, è durato fino al 31 dicembre 2001, quando l’Università ha avviato i corsi di diploma universitario nell’ambito della Facoltà di Scienze Politiche.

2001- oggi

Dal 2001 l’IPSSER, attraverso il suo Centro Studi, ha promosso attività di studio e aggiornamento per Assistenti e Operatori Sociali, organizzando corsi di formazione e giornate di studio. Nel Novembre 2010 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali ha approvato la richiesta di accreditamento presentata dall’IPSSER, accreditamento rinnovato il 23 luglio 2014 e valido per tutto il triennio successivo a tale data. Nel Marzo 2013 è nata la Fondazione I.P.S.S.E.R. in continuità con l’Associazione I.P.S.S.E.R. sorta nel 1973. E’ a disposizione di tutti un servizio di biblioteca e documentazione, con particolare riferimento alle tematiche del servizio sociale.